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GEAPRESS – Com’è possibile che in un Paese come l’Italia, che vanta un ricco patrimonio di biodiversità e di eccellenze agroalimentari ma in cui le ecomafie la fanno ancora da padrone, si elimini l’unica forza di polizia ambientale come il Corpo Forestale dello Stato?

A chiederselo sono i deputati del M5S Tatiana Basilio, Massimiliano Bernini e Patrizia Terzoni che, lo scorso 5 luglio, hanno raggiunto i lavoratori in piazza per la manifestazione contro il decreto Madia.

Il Governo fermi il decreto Madia – hanno dichiarato in una nota congiunta i deputati penta stellati – che abolisce il Corpo Forestale dello Stato assorbendolo nell’Arma dei Carabinieri, e apra un confronto con i lavoratori del CFS e delle altre forze di polizia che sono scesi in piazza a Roma, davanti a Montecitorio, per protestare contro il provvedimento e la militarizzazione della Forestale”.

I deputati sottolineano come, proprio nell’ultimo rapporto Ecomafie di Legambiente si parla di 28mila reati ambientali e 188 arresti avvenuti in Italia nell’ultimo anno, per non parlare degli illeciti contro l’agroalimentare che contano 20 mila reati accertati e 4.214 sequestri, per un valore complessivo di 586 milioni di euro.

Ricordiamo che una volta militarizzati, gli uomini e le donne della Forestale non potranno più diffondere liberamente le informazioni sui risultati del loro lavoro e – concludono i deputati Basilio, Bernini e Terzoni – la loro attività non sarà più focalizzata sulla prevenzione ma sulla semplice rilevazione dei reati”.

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