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GEAPRESS – Si torna a parlare in questi giorni del lupo in Appennino, ma spesso a sproposito e con toni esagerati. Per questo il Presidente del WWF Italia Dante Caserta tiene a precisare come “una convivenza anche sui  Appennini e Alpi tra uomo e lupo è possibile e deve basarsi su prevenzione, gestione adeguata della zootecnia e gestione dei cani randagi e vaganti per eliminare il problema delle ibridazioni lupo-cane”.

I tre principi fondamentali per permettere una minimizzazione dei danni prodotti dai predatori sono: una politica di prevenzione che sia adeguata alla specie e al territorio specifico, prevedendo misure quali i recinti elettrificati a tutela delle greggi, la guardiania con l’uso dei cani pastore e la sorveglianza degli animali al pascolo, tutti sistemi largamente conosciuti e testati che vanno però applicati correttamente. Il progetto europeo Life Arcots per la tutela dell’orso bruno su Alpi e Appennino sta affrontando in modo positivo la questione. Nel solo 2013 sono stati installati circa 150 recinti elettrificati a tutela delle greggi e questo modello può essere esteso, con adeguati accorgimenti a altri carnivori quali il lupo.

Il secondo principio per la prevenzione dei danni comporta una gestione della zootecnia più adeguata. Appare paradossale, secondo il WWF, consentire il pascolo brado in territori ricchi di predatori dove non si prevedano sorveglianza e rapido rimborso dei danni. Infine, come discusso nella Commissione agricoltura della Camera, occorre gestire con attenzione il randagismo e i cani padronali che in molti contesti rurali sono lasciati liberi anche nelle ore notturne rendendosi loro stessi artefici di danni alle greggi spesso attribuiti ai lupi.

L’ibridazione tra cani randagi e lupi è al centro di un progetto europeo denominato LIFE  Ibriwolf in corso nella zona di Grosseto, che si prefigge l’obiettivo di contrastare la perdita di identità genetica del lupo in un’area dell’Italia centrale dove la presenza di ibridi lupo-cane è stata accertata. Il lupo, da anni oramai è in naturale espansione su tutto l’arco appenninico e alpino, senza che siano mai stati fatti progetti di reintroduzione. Anche in Toscana il lupo sta subendo una forte influenza rispetto alla presenza di cani vaganti presenti sul territorio. L’incrocio genetico cane-lupo rappresenta  una grave minaccia per il lupo per la perdita di identità genetica e per l’attribuzione dei danni agli allevamenti provocati dai cani.

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