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GEAPRESS – Diverse irregolarità, stante il comunicato diffuso dal NAS di Latina, sarebbero state riscontrate nei giorni scorsi in tre diverse regioni, nell’ambito dei controlli nel settore lattiero caseario.  In particolare due tonnellate di formaggio di pasta filata sono state poste sotto sequestro in un caseificio di Latina in quanto risulterebbe preparato con il caglio addizionato con un conservante non indicato in etichetta e documentazione aziandale.

Tutte le due tonnellate di pasta filata erano già confezionate e pronte per la commercializzazione. Il caglio era di provenienza tedesca.

Altri 350 chilogrammi di mozzarella di bufala sono stati invece sequestrati in altra struttura della provincia. Secondo il NAS, tale quantitativo sarebbe risultato come residuo di una precedente produzione non commercializzata. Nonostante era da avviarsi allo smaltimento sarebbe stato stoccato all’interno di una cella frigorifera assieme ad altri prodotti pronti per la commercializzazione.

A cura del NAS di Parma, è stato invece effettuato un controllo in un caseificio del modenese. Quest’ultimo avrebbe rilevato ben mezza tonnellata di burro privo della necessaria tracciabilità ai fini della commercializzazione. Il tutto, comunica il NAS, verrà avviato alla distruzione.

A Caserta, sempre secondo il NAS, un’azienda lattiero casearia della provincia in condizioni precarie sotto il profilo igienico sanitario. Secondo i Carabinieri, infatti, non vi sarebbero stati locali  adibiti a deposito di prodotti finiti che di materiale da imballaggio. Le celle frigorifero per lo stoccaggio momentaneo del formaggio, avrebbero inoltre rilevato muffa e condensa sulla soffitta. Vendita e produzione sarebbero inoltre avvenuti all’interno degli stessi locali. In ultimo latte di ignota provenienza. Una tonnellata di latte di bufala è stata posta sotto sequestro.

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