laccio cappio
GEAPRESS – Due interventi antibracconaggio segnalati nella giornata di ieri in provincia di Cagliari e di Bari che si vanno così ad aggiungere a quanto comunicato dal Corpo Forestale dello Stato per la provincia di Isernia (vedi articoli GeaPress ). Se in quest’ultimo caso si trattava di cacciatori laziali, autorizzati a sparare in Abruzzo  ma fermati in Molise, quanto avvenuto nel corso dei due ultimi interventi sembra doversi collegare a fenomeni locali.

A Corato (BA) l’intervento delle Guardie Ambientali d’Italia, ha portato al ritrovamento di numerosi lacci-cappio per cinghiali nei pressi del sito archeologico delle tombe di San Magno. Per poterli piazzare i bracconieri non avevano esitato a tagliare la recinzione.

Ad Assemini, in provincia di Cagliari, i Carabinieri del Nucleo radiomobile del capoluogo,  hanno fermato due soggetti trovati in possesso di due lepri e le armi utilizzate per la caccia. La successiva perquisizione domiciliare ha poi portato al ritrovamento di sei fucili da caccia, una carabina ed una pistola.

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