tartaruga azzannatrice
GEAPRESS – Una tartaruga di grosse dimensioni appartenente alla specie Chelidra serpentina o Tartaruga Azzannatrice, è stata abbandonata nel pomeriggio di venerdì 12 giugno davanti l’ingresso secondario del Centro Recupero Animali di Bernezzo.

Ad intervenire, su richiesta del Centro, il Comando Provinciale del Corpo Forestale di Cuneo in collaborazione con il Comando Stazione di Caraglio.

La Forestale spiega che questo tipo di animali vive in Florida e nel centro America, nelle paludi e nei fiumi, insieme ai coccodrilli e agli alligatori. Si tratta di una specie considerata tra i rettili pericolosi a causa della sua lunga testa e del potente morso. Quest’ultimo è in grado di recidere un dito  nel caso in cui venga infastidita. Impressionate, infatti, è  lo scatto fulmineo con cui attacca e la forza delle sue mascelle. Se rilasciata, risulta inoltra pericolosa anche per la fauna autoctona.

Molti di questi esemplari selvatici, nonostante ciò, sono considerati oggi i nuovi animali da compagnia e sono sempre più presenti nelle nostre case al posto del classico cane, gatto o pesce. Diversi acquirenti non sono a conoscenza però dei notevoli problemi di gestione che questi animali, soprattutto una volta cresciuti, possono determinare a causa delle loro dimensioni, dell’indole e delle necessità biologiche ed etologiche.

Il commercio e la detenzione di queste tartarughe è diventato illegale nel 1996. All’epoca era possibile regolarizzarle pagando una tassa e denunciandole alla Prefettura. Ma qualcuno, anche per la dimensione e la pericolosità, ha preferito disfarsene, senza pensare alle conseguenze rischiose che sarebbero potute accadere se invece degli esperti del centro fosse stata trovata da qualche altro ignaro cittadino.

L’esemplare,di notevoli dimensioni, è stato posto sotto sequestro e attualmente affidato alCentro Recupero animali in attesa di essere collocata presso una idonea struttura, autorizzata dal Ministero dell’Ambiente; là troverà cure adeguate ed una buona sistemazione considerando la reintroduzione in natura è praticamente impossibile.

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