trote
GEAPRESS – Sono ben 300 i controlli eseguiti dall’inizio dell’anno dalla Polizia Provinciale di Cosenza nel campo della repressione degli illeciti sulla pesca nelle acque interne. In modo particolare le irregolarità maggiormente riscontrate hanno riguardato la mancanza della prescritta licenza o scadenza della stessa, dimenticanza dei documenti, pesca ad una distanza inferiore ai 40 metri da arcate di ponti e sbocchi di canali, uso di attrezzi diversi da quelli consentiti, attrezzi lasciati incustoditi, mancato pagamento del tributo annuale.

Non sono mancati i controlli anche nelle aree più interne ed impervie al fine di contrastare, anche in queste zone, le attività di pesca illegale eseguite con la corrente elettrica, materiali esplodenti e sostanze chimiche atte a intorpidire, stordire o uccidere i pesci.   In modo particolare il Distaccamento della Polizia Provinciale di San Giovanni in Fiore ha provveduto al sequestro di diverse trote di dimensioni e peso inferiori rispetto a quanto previsto dalla legge di settore. Gli animali, in questo caso, sono stati rimessi in libertà.

La Polizia Provinciale ricorda che nel fitto sistema di acque interne della provincia sono presenti specie sempre più rare come la Trota macrostigma, quella Fario e poi anche la Iridea e la lacustre. Particolare quanto avvenuto in un’ansa del fiume Crauti, nel comune di Rose. Acqua stagnante di colore verde scuro e moria di pesci. La Polizia Provinciale ha così provveduto al recupero delle carcasse, oltre che al campionamento delle acqua del fiume.

In attesa dei risultati delle analisi, il Comandante della Polizia Provinciale, dott. Giuseppe Colaiacovo, ha disposto un’attenta attività di sorveglianza lungo i tratti del fiume Crati giudicati più a rischio.

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