polizia provinciale milano
GEAPRESS – Richiami acustici a funzionamento elettromagnetico. Questo alla base degli interventi della Polizia Provinciale di Cosenza che ha rilevato la presenza, nel corso dell’attività venatoria, di mezzi di caccia vietati dalla legge di settore.

Gli uomini del Nucleo Ittico–venatorio, sotto il coordinamento del Comandante del Corpo Dott. Giuseppe Colaiacovo hanno però contestato fin dall’inizio della stagione venatoria, innumerevoli denunce oltre che portato a termine il sequestro di fucili ed altri mezzi di caccia.

Nell’ultimo fine settimana a finire denunciati sono stati cacciatori solo in  parte residenti nei luoghi.

Infatti, nel corso di una operazione condotta dagli Agenti del distaccamento di Mormanno, sono state denunciate due persone provenienti dalla provincia di Brescia. Esercitavano la caccia, in località Zingarello nel comune di Cassano Ionio, avvalendosi di mezzi vietati dalla legge.

La pattuglia della Polizia Provinciale si era infatti accorta che, dal luogo in cui avevano piazzato un piccolo capanno per la caccia da appostamento provvisorio, proveniva il canto delle allodole, presumibilmente derivante da richiami posseduti dai due cacciatori.

Dal controllo è emerso che oltre ad utilizzare alcune allodole come richiami vivi regolarmente detenute, i due si avvalevano di un richiamo acustico a funzionamento elettromagnetico. Una condotta vietata  e subito ammessa dagli stessi cacciatori. Per loro il sequestro dei fucili, delle munizioni, del richiamo e degli animali abbattuti durante la giornata di caccia.

La seconda operazione è stata possibile grazie all’intervento delle Guardie volontarie venatorie dell’Arcicaccia di Cosenza le quali, in collaborazione con una pattuglia della Polizia Provinciale di Cosenza, hanno proceduto alla denuncia di una persona residente in provincia di Cosenza. Anch’essa stava esercitando la caccia alle allodole in località Ferramonti di Tarsia. Il tutto con un richiamo acustico vietato. Anche in questo caso gli Agenti hanno proceduto al sequestro del fucile, delle munizioni, del richiamo e della fauna abbattuta.

Delle operazioni è stata immediatamente informata la Procura della Repubblica di Castrovillari.

I servizi mirati alla tutela della fauna selvatica e alla prevenzione e repressione dei comportamenti illeciti in materia ittico-venatoria, proseguiranno durante tutta la stagione venatoria.

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