Gli agenti dei Nuclei Investigativi Provinciali di Treviso e Venezia del Corpo forestale dello Stato hanno sequestrato un ingente carico di rifiuti ferrosi al molo di Porto Marghera (VE).

L’ operazione, alla quale ha preso parte anche la Capitaneria di Porto, è scaturita da un normale controllo del carico di una nave proveniente da Augusta (CT), destinato ad alcune acciaierie venete.

Nella documentazione il carico veniva attestato come Materia Prima Secondaria (MPS), invece conteneva al suo interno anche rottami derivanti dalla demolizione di autoveicoli, in chiara violazione della normativa CECA (Comunità Europea Carbone e Acciaio). Questa stabilisce infatti che, per poter essere considerato Materia Prima Secondaria, un carico di rifiuti ferrosi non deve assolutamente contenere parti di autoveicoli provenienti dalla demolizione. Vista la loro presenza, il materiale trasportato dalla nave avrebbe dovuto essere classificato come rifiuti e contrassegnato dal relativo codice CER (Codice Europeo dei Rifiuti), accompagnato dalla relativa documentazione di trasporto.

Il carico, sia quello ancora nella stiva sia quello già scaricato sulla banchina durante la settimana precedente, è stato sequestrato ed ammonta a circa 50.000 tonnellate.

La ditta di Catania, punto di partenza dei rifiuti, insieme ad una acciaieria di Vicenza, è stata segnalata per attività di gestione di rifiuti non autorizzata all’ Autorità Giudiziaria di Venezia.