cuccioli est
GEAPRESS – A pochi giorni dal sequestro di cuccioli avvenuto a Sordio (vedi articolo GeaPress) un nuovo intervento del responsabile del Servizio Vigilanza della Leidaa, Antonio Colonna, ha consentito di individuare un locale ove sarebbe stata messa in campo una vera e propria attività di vendita di cuccioli di piccola taglia.

Si tratta di una abitazione di Corbetta (MI) dove i cuccioli, di provenienza sospetta, sarebbero stati commercializzati senza specifiche autorizzazioni.  Secondo la Leidaa tale attività potrebbe in realtà essere stata avviata già da diversi anni. Questo stante il possibile riscontro con gli annunci apparsi su internet.

Due persone sarebbero state finora individuate nel corso del controllo eseguito dalla Leidaa e dai Carabinieri di Corbetta. In tutto sedici cuccioli di razza di età compresa tra un mese ed un mese e mezzo. Tutti privi di microchip e detenuti all’interno di uno scantinato. Altri 30 cuccioli erano invece sparsi nella proprietà. In questo caso è stata verificata la presenza di alcuni chip.   In ultimo anche  18 gatti anche se non è chiaro a che titolo detenuti.

Le due persone finora individuate, tra cui il proprietario di un negozio di animali della provincia, dovranno ora difendersi dall’accusa di allevamento e commercio abusivo di cuccioli di piccola taglia, maltrattamento, importazione illecita di animali da affezione in violazione della legge quadro n. 201 del 2010. Nel negozio, sarebbero stati altresì rinvenuti due cani la cui provenienza, così come per tutti gli altri cuccioli, sarà oggetto di ulteriori accertamenti. Un’ipotesi di verifica riguarda anche il Medico Veterinario responsabile dei microchip. Secondo fonte inquirente, i cuccioli potrebbero essere stati molti di più di quelli finora ritrovati.

Sempre secondo gli inquirenti sono purtroppo ancora molte le realtà di privati che improvvisano  allevamenti e commercio di cuccioli di razza all’interno di strutture non autorizzate. Questo in violazione di ogni norma e con il sospetto di utilizzare prestanomi con la funzione di spacciarsi per allevatori italiani. Si pensa, a tal proposito, che il vero strumento alla base di questri traffici, sia in realtà il web. Provare, cioè, a spacciare cani di provenienza straniera per animali italiani.

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