dattero di mare
GEAPRESS – Nuovi interventi di repressione della pesca del dattero di mare, avvenuti negli ultimi giorni a Capri (NA) e a Brindisi.

Nel primo caso, nei pressi di Grotta Bianca, è intervenuta la Guardia Costiera, mentre a Brindisi ha operato la Squadra Nautica della Polizia di Stato. In tutto, ad essere sequestrati, sono stati trentasette chili di dattero di mare, di cui ben trenta a Capri. A Brindisi l’intervento è maturato nei pressi della Diga di Punta Riso ed ha visto la partecipazione di un acquascooter della Polizia coadiuvata via terra da una volante che ha provveduto a bloccare tre pescatori che si erano dati alla fuga. Tutti sono originari di Brindisi mentre, nel caso di Capri, si trattava di tre pescatori di frodo arrivati da Castellammare di Stabia (NA) segnalati, oltre che all’Autorità Giudiziaria, per il provvedimento di foglio di via obbligatorio da Capri per tre anni.

La pesca del dattero di mare (mollusco bivalve protetto dalla normativa comunitaria  e nazionale) è particolarmente dannosa perchè attuata con la distruzione del fondale roccioso marino. Il dattero, infatti, è adeso alla roccia tramite un piccolo canale che il mollusco scava lentamente nel substrato. Il suo prelievo comporta la distruzione della roccia che viene letteralmente spaccata con ingenti danni all’ecosistema marino. Il tutto per condire un piatto di pasta.
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