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GEAPRESS – Una vicenda che ha fatto molto scalpore. A Codevigo (PD) un cacciatore denunciato per uccisione di animali e esplosioni. L’uomo dovrà infatti difendersi dall’accusa di avere sparato contro i cani del vicino, provocando la morte di uno ed il grave ferimento dell’altro.

Sulla vicenda è ora intervenuto l’eurodeputato PD Andrea Zanoni il quale ha invitato il Questore di Padova a revocare la licenza di caccia. Zanoni ha inoltre invitato LAV, LAC, ENPA, OIPA e ANPANA a costituirsi parte civile nell’eventuale processo a carico del presunto responsabile di un gesto.

Secondo quanto diffuso sulla stampa il cacciatore si sarebbe giustificato asserendo di avere scambiato i cani come animali randagi. A quanto pare i due animali avevano preceduto di pochi minuti il padrone. Un fatto che comunque, qualora venisse confermato, non può rappresentare una giustificazione

Secondo Zanoni, Eurodeputato PD e membro della Commissione ENVI Ambiente, Salute Pubblica e Sicurezza Alimentare e vice Presidente dell’Intergruppo per il Benessere e la Conservazione degli Animali al Parlamento europeo al cacciatore bisognerebbe ” togliere la licenza di caccia, sequestrargli il fucile e sottoporlo ad un controllo psicoattitudinale” Il riferimento è proprio all’opportunità di mantenere una licenza così delicata.

Al di là del caso specifico, secondo Zanoni negli anni sarebbero state rilasciate troppe licenze di caccia che potrebbero coinvolgere anche persone non fornite  di quell’affidabilità necessaria per maneggiare un’arma. “Ricordo – ha aggiunto Zanoni – che recentemente il Tribunale Amministrativo Regionale di Parma con sentenza 352 del 2 dicembre 2013 ha affermato che, anche in assenza di una condanna, il porto d’armi può non essere rinnovato se viene meno l’affidabilità della persona“.

Con riferimento al Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS), secondo la prima sezione staccata del TAR dell’Emilia Romagna, “l’esplosione di colpi di fucile all’indirizzo di un animale domestico, avvenuta nella vicinanza di edifici adibiti a civile abitazione, a tacere del fatto che indica di per sé un abuso nell’utilizzo dell’arma, è fatto di gravità tale da rendere il provvedimento adottato immune da vizi sotto il profilo della congruità, proporzionalità e ragionevolezza”.

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