Affetti da malattie infettive, denutriti e disidratati. Questo il referto veterinario di buona parte degli oltre 500 cani trasportati per la macellazione e bloccati dagli animalisti cinesi. Il fermo della spedizione avvenne lo scorso 19 aprile nella provincia della Yunnan ma le autorità di polizia, rilevando la regolarità del trasporto, ne disposero il proseguo. I cani si salvarono grazie ad un imprenditore locale, amante degli animali, che acquistò l’intero camion per un prezzo prossimo ai 10.000 dollari. Poi il ricovero presso un rifugio e l’inizio delle cure.

In alcune aree della Cina è ancora legale nutrirsi con la carne di cane. E’ un piatto di tradizione come molti ce ne sono in vari paesi. Gli animalisti cinesi sospettano che almeno parte dei cani potessero essere rubati, dal momento in cui alcune razze in particolare erano tipicamente utilizzate per la vendita come animali da compagnia. La speranza è che ora tutti gli animali possano andare in adozione.

In Cina il consumo di carne di cane alimenta altresì un fiorente commercio dall’estero. L’importazione avviene anche da paesi che non sono soliti mangiare il cane, come la Cambogia e la Tailandia, ma le cui legislazioni in materia consentono ancora la possibilità che tali traffici possano instaurare (vedi articolo GeaPress).

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