orso bile
GEAPRESS – Per la prima volta in Cina, riferisce oggi il ChinaDaily. Gli attivisti ricorrono in Tribunale contro l’industria della bile d’orso.

La causa è rivolta contro le autorità della provincia di Fujian. Oggetto dell’azione  è la revoca della certificazione rilasciata ad una causa farmaceutica nota per la raccolta della bile d’orso. Sulla vicenda si è però innescata un’altra questione, ovvero il rifiuto, da parte delle autorità cinesi, di rilasciare le informazioni richieste in merito all’allevamento.

Si tratterebbe di una grossa società, fondata dodici anni addietro, e con due centri di raccolta e produzione. Come è noto dalla bile estratta dagli orsi, si ricava un acido che ha in effetti delle proprietà medicamentose. Questo a  differenza dei corni di rinoceronte ed altre materie prime provenienti dagli animali e di nullo significato scientifico. Il principio attivo, però, è ormai da tempo ricavabile come prodotto di sintesi, senza ricorrere ai poveri orsi rinchiusi tutta la vita in gabbie grandi quanto  a loro e con un catetere che fuoriesce dall’addome.

Secondo l’avvocato cinese di Environmental Institute, questo il nome dell’associazione ricorrente, la ditta in questione sarebbe in possesso delle autorizzazioni ma il loro rilascio risulterebbe illegittimo. La detenzione per fini scientifici di fauna selvatica è infatti consentita in Cina, ma quelle che vengono messe in discussione sono le stesse finalità dell’allevamento. Le autorità della fauna selvatica, alle quali l’associazione si è rivolta, non hanno però rilasciato le informazioni richieste.

A quanto pare, bisogna dimostrare di avere avuto leso i propri diritti e tale prerogativa non è stata  riconosciuta ad Environmental Institute. Un fatto, questo, che ha scatenato un vivace dibattito nel paese. L’avvocato dell’associazione ha però annunciato di stare preparando il ricorso.

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