GEAPRESS – La notizia è arrivata all’improvviso, ma in effetti la modifica dei regolamenti della legge sulla caccia risale al maggio scorso. Caccia ai cani randagi, accusati di disturbare il bestiame domestico. Una proposta del tutto simile, salvo la difesa del bestiame, ai più famosi randagi ucraini, coinvolti in una proposta di legge che vorrebbe equipararli alle prede dei cacciatori.

In Cile, ora, fioccano le polemiche. I nuovi regolamenti dovrebbero essere pubblicati nel prossimo mese di febbraio e secondo gli esponenti del mondo animalista sarebbero suscettibili di vizi di incostituzionalità. La preoccupazione per quanto sta avvenendo è stata espressa ieri nel corso di una riunione tenutasi con i funzionari del SAG (Servicio Agricola Ganadero) del Ministero compentente. Secondo il direttore del Servizio in Cile non sarebbe in corso  alcuna promozione di una campagna per eliminare i cani randagi. Più semplicemente, riferisce sempre l’alto funzionario, si vorrebbe mettere in mano agli agricoltori uno strumento per difendere il bestiame. Per questo, si è pensato di modificare i regolamenti applicativi della legge sulla caccia.

Fido randagio come un cinghiale, dunque. La disponibilità del Ministero sembra proprio essere arroccata su posizioni poco conciliabili. In sintesi, se gli animalisti hanno qualcosa di meglio da proporre, lo dicano pure.

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