barbagianni foto congi
GEAPRESS – Gli agenti del Servizio Nazionale Vigilanza Ambientale – LIPU, appartenenti al Nucleo operativo provinciale di Cosenza, con sede a San Giovanni in Fiore, sono intervenuti alla periferia del centro abitato di Cerenzia (Kr), allertati da un’insolita segnalazione.

Il coordinatore provinciale, dott. Domenico Laratta, unitamente all’agente Leonetti Francesco, si sono recati immediatamente sul posto, constatando che all’interno di un’intercapedine sita nel soffitto di una civile abitazione, si era da qualche tempo, insediata una famiglia di Barbagianni, un caratteristico rapace notturno, specie particolarmente protetta dalla legge.

Gli agenti zoofili, si sono subito resi conto che all’interno della cavità vi erano quattro giovani di Barbagianni, già ben formati e pronti per l’involo. Il problema risiedeva però nelle dimesioni raggiunti dai quattro rapaci notturni. Essendo cresciuti di parecchio, rischiavano di morire in quanto la cavità era troppo stretta per ospitarli e tanto meno sarebbero riusciti ad involarsi autonomamente. Dopo circa tre ore di duro lavoro, grazie anche alla collaborazione del proprietario della casa, che sensibile ha avuto l’accortezza di mettersi in contatto con personale esperto in materia, si è riuscito con non poche difficoltà, ad aprire un varco per consentire ai barbagianni di volare liberi nei cieli. Dopo poco, tre dei quattro giovani hanno spiccato il volo nella campagna circostante, in modo autonomo e perfetto, segno che erano pronti a lasciare quella casa che stava diventando una vera trappola.

Scherzo del destino, mamma e papà Barbagianni, evidentemente non avevano calcolato le giuste misure per ospitare la nutrita nidiata. Uno dei tre esemplari è stato recuperato in loco e costatate le ottime condizioni di salute è stato ridonato alla libertà subito dopo, con evidente successo. Tutti gli esemplari avevano perso completamente il piumino, erano perfettamente formati e non si erano potuti allontanare dal sito di nidificazione, paradossalmente perché il foro d’entrata era troppo piccolo e stretto, davvero singolare come i genitori siano riusciti a portare le prede sollevando comunque la prole in ottimo modo. Il coordinatore provinciale Laratta, ricorda, che in questi periodi capita spesso che siano trovati al suolo dei piccoli, specie appartenenti ai rapaci notturni, le madri continuano ad alimentare la prole anche fuori il nido, ecco perché bisogna evitare di toccarli e recuperarli, tranne se in evidente pericolo o come in questo caso, non comune per fortuna, vi sia una condizione oggettiva che ne possa compromettere la stessa sopravvivenza per gli animali.

In tutta la Calabria, come guardie particolari giurate zoofile appartenenti al Servizio Nazionale Vigilanza Ambientale – LIPU, esiste solo il nucleo di San Giovanni in Fiore, che opera prevalentemente sull’area della Sila, pur essendo nucleo provinciale. Gli agenti sono riconosciuti in conformità a un decreto di nomina rilasciato dal Prefetto e operano nella prevenzione e repressione degli illeciti a danno degli animali e per la tutela del patrimonio zootecnico, sono particolarmente attivi anche nella vigilanza ambientale, nel recupero della fauna selvatica e nella protezione della natura in genere (nella foto di Gianluca Congi, un Barbagianni ripreso nella presila crotonese).

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