Il Corpo forestale dello Stato partecipa all’operazione condotta dai Carabinieri del NAS di Catanzaro relativa al sequestro dell’invaso artificiale dell’ Alaco, al confine tra le provincia di Catanzaro e di Vibo Valentia.

L’indagine, avviata nel 2010, nasce dalle numerose segnalazioni pervenute da parte dei cittadini sul colore, il sapore e l’odore dell’acqua potabile distribuita dalla rete pubblica facente capo all’invaso artificiale dell’Alaco, che fornisce gran parte dei Comuni della provincia di Vibo Valentia ed alcuni Comuni del basso Ionio soveratese, in Provincia di Catanzaro.

Il personale del Corpo forestale dello Stato del Comando Provinciale di Vibo Valentia, insieme ai Carabinieri, ha posto i sigilli a tutto l’invaso artificiale dell’Alaco, all’impianto di acqua potabile e alle 57 strutture (serbatoi, sorgenti, pozzi e partitori) dello schema idrico dell’acquedotto, dislocate su tutto il territorio delle suddette provincie. In particolare la Forestale ha posto sotto sequestro, questa mattina, le strutture di Mongiana, Nardodipace, Fabrizia e Vallelonga in provincia di Vibo Valentia.

Nel corso delle indagini gli uomini della Forestale hanno effettuato, all’interno del bacino della diga dell’Alaco, in prossimità dell’impianto di trattamento dell’acqua, numerosi prelevamenti e campionature grazie ad una sonda multiparametrica, allo scopo di verificare il livello di inquinamento delle acque e la loro potabilità.

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