fiume in piena
GEAPRESS – Nuovamente colpito dalle piogge torrenziali, il rifugio dell’associazione Anima Randagia di Catanzaro. Questa volta, però, le lamentele non sono rivolte solo al maltempo ma anche al mancato intervento denunciato dalla stessa associazione. Il rifugio, già lo scorso novembre, era stato colpito dal’alluvione.

Ci domandiamo ad oggi di chi sia la competenza della messa in sicurezza della Fiumarella che costeggia la Valle dei Mulini, Parco della Biodiversità Mediterranea – ha dichiarato Francesca Console, presidente di Anima Randagia –  Il passaggio sull’altra sponda per poter accudire quotidianamente le nostre anime a 4 zampe è infatti interdetto ogni qual volta venga a piovere“. Una situazione che vedrebbe coinvolte anche alcune case ed un’azienda.

La montagna continua a franare sui nostri protetti e noi ci ritroviamo a spalare ogni volta chili su chili di fango per poterli nuovamente mettere in sicurezza – aggiunge Francesca Console –  Sorge spontanea la domanda: Perchè da lì non ve ne andate?”. Eppure l’associazione sarebbe disposta a trasferire i cani, ma si chiede quale alternativa viene messa a disposizione.

L’associazione Anima Randagia è in loco molto nota per i numerosi interventi di salvaguardia dei randagi. Casi tremendi, come quello recente di un cane trovato al chiuso di un sacco gettato nell’immondizia. Un cane che sembra ora rinato, grazie all’impegno dei volontari che però, ad ogni emergenza maltempo, si ritrovano in una situazione grave, per i cani e non solo.

Amaro lo sfogo di Francesca Console ” Se gli animali non vengono considerati come esseri degni di sicurezza, almeno noi 7 volontari dell’Associazione Anima Randagia nonchè cittadini catanzaresi, avremmo pur diritto a continuare il nostro “lavoro gratuito” in tranquillità? O forse le nostre vite non hanno una valenza?”

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