circo presidio
GEAPRESS – E’ solo un emendamento, quello che vorrebbe vietare in Catalogna il circo con gli animali. Speranze ben motivate, ma nulla di certo sebbene i partiti che appoggerebbero tale iniziativa potrebbero contare sua una maggioranza parlamentare solida ma che, allo stato attuale, rimane teorica. Di fatto l’unico certo no all’emendamento è quello del Partito Popolare della Catalogna che però, in Parlamento, è minoranza.

L’appoggio più importante è invece quello degli autonomisti catalani che sebbene usciti ridimensionati dalle ultime elezioni del 2012, contano ancora sulla maggioranza relativa in parlamento. E’ questo, forse, l’aspetto più significativo alla luce del già sancito “no” alla corrida  contrastato, però, dai partiti nazionali spagnoli che vorrebbero ora proporre, con l’appoggio sia dei popolari che dei socialisti, la corrida come patrimonio dell’umanità. Un contrasto che ha acceso le storiche rivalità con una delle due regioni del nazionalismo, oltre a quello basco.

Un lavoro intenso quello degli animalisti che però non viene accolto con gli entusiasmi che la stessa notizia sembra invece avere suscitato all’estero. Anzi, non si sono evitate critiche in merito alla legge sulla protezione degli animali,  accusata di avere evitato altri campi di applicazione.

Ad ogni modo, salvo opposizioni non previste, l’emendamento dovrebbe godere di numeri solidi per essere approvato. Entro un anno, nel caso, stop ai circhi con animali.

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