zimbello
GEAPRESS – Fine settimana con più interventi quello delle guardie ENPA di Caserta. Acquario in  negozio con luci  spente e  pareti sporche. Questo sarebbe stato evidenziato dalle Guardie volontarie dell’ENPA di Caserta, per la vasca che doveva servire a contenere i pesce gatto. A quanto pare dovevano essere in cinque ma all’ispezione sono risultati essere in due.

Le Guardie sono intervenute dietro  segnalazione. Riscontrata la situazione assai precaria, si provvedeva così al prelievo dei due pesci gatto i quali, dopo averne accertato la stato di salute, venivano liberati in luogo idoneo alle loro caratteristiche.

Interventi condotti invece in campagna, con il freddo pungente della mattina, nei pressi di Pratella. Le Guardie  addentrandosi in stradine poco conosciute tra boschi, uliveti ed ampi prati, hanno notato la presenza dei richiami elettroacustici il cui uso per i fini venatori è vietato dalla legge. “Il suono – riferiscono le Guardie dell’ENPA – si ripeteva di continuo“.

Negli stessi luoghi veniva così individuato un uomo nell’atto di imbracciare il fucile. A pochi metri, il richiamo elettroacustico. Le Guardie, avvicinandosi senza farsi vedere, giungevano così alle spalle del cacciatore. Spento il richiamo si è così potuto appurare che l’uomo era in compagnia dei fratelli.La giustificazione del cacciatore è stata quella di non sapere  dell’uso vietato dei richiami. Dunque il sequestro della fauna abbattuta. Si trattava di cinque tordi oltre che dello stesso richiamo.

Uccellatore in azione, invece, a Capodrise. La specie da catturare è risultata essere il cardellino. Reti e zimbelli ovvero animali legati con speciali imbragature e costretti in terra, così da attirare col frullare delle loro ali, altri animali. Il soggetto tentava invano la fuga cercando di recuperare almeno le 3 gabbie con i richiami vivi.

Il sequestro degli uccellini proseguiva presso la stessa abitazione del presunto uccellatore. In tutto 15 cardellini, due ibridi e l’attrezzatura utilizzata per la cattura.  Il reato contestato è quello di uccellagione, maltrattamento e furto venatorio. I cardellini sono stati consegnati al CRAS di Napoli insieme ad un fringuello recuperato durante le perlustrazioni, molto probabilmente ferito da un’arma da fuoco.

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