riccio morto
GEAPRESS – Sul lato della carreggiata di una strada della provincia di Caserta. Il povero Riccio sembrava  guardare innanzi, forse impaurito dall’avvicinarsi di una persona incuriosita. Ed invece era morto.

Quasi come un animale impagliato esposto in un museo. Uno dei tanti che ogni giorno perdono la vita nelle nostre strade. Uno dei tanti di cui nessuno si occupa.

Eppure quel “piccolo” ritrovamento ha scatenato uno discussione non solo sull’imprudenza di chi guida, ma anche sulle tante altre morti che colpiscono i Ricci e più in generale la fauna selvatica.

Vincenzo Caporale, animalista campano intervenuto per allontanare quel corpicino dalla strada, sottolinea come la causa di morte del piccolo Riccio potrebbe non essere  l’investimento in strada. Certo, il luogo ove è stato ritrovato potrebbe far pensare ad una presa da parte di un veicolo e la successiva morte  a causa di una lesione interna. Ma i Ricci di nemici ne hanno tanti. Secondo l’associazione SOS Ricci,  1/4 delle morti sono dovute ad incidente stradale, ma un altro 25% è dovuto ad avvelenamenti. Rodenticidi, antiparassitari, defolianti o diserbanti, lumachicidi, ma anche concimi e fertilizzanti, costituiscono per il piccolo Riccio, una lungo elenco di potenziali nemici mortali.

Una morte subdola, che non si fa notare. Il Riccio potrebbe introdurre direttamente la sostanza letale, sia per ingestione  che, sebbene più raramente, inalazione o per assorbimento cutaneo. Bisogna poi tenere in considerazione che l’animale si nutre di insetti o altri piccoli mammiferi, sia vivi che morti. La sue prede potrebbero essere  intossicate da veleni.

Di certo quel piccolo mammifero dal grazioso musetto, protagonosta di tanti cartoni animali e film ispirati alla tenerezza, spesso soccombe grazie alla nostra incapacità di sapere affrontare un problema. Rimane a “guardare”, ai bordi di una strada, il suo corpo andare via. Il tutto in uno dei posti più “trafficati” della nostra società.

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