novellame II
GEAPRESS – Ancora controlli per la prevenzione e la repressione delle forme di pesca illegale. Li ha messi in campo la Guardia Costiera di Corigliano Calabro, agli ordini del Capitano di Fregata (CP) Francesco PERROTTI, con l’utilizzo sia dei mezzi nautici in mare che delle pattuglie via terra.

L’area interessata è stata quella nel litorale dello Jonio cosentino che va da Rocca Imperiale a Cariati. Principale oggetto dell’intervento è stato il trasporto del novellame di sarda, spesso proveniente anche da altre regioni.

A seguito di appostamenti sulla Strada Statale 106, in zona di Amendolara, i militari degli uffici marittimi di Montegiordano e Trebisacce hanno individuato e fermato un furgone sospetto, già notato in precedenti operazioni, a bordo del quale sono state rinvenute 43 cassette di polistirolo contenenti novellame di sarda per un totale di oltre 250 chili.

Un uomo è stato così denunciato alla Procura della Repubblica di Castrovillari per la violazione dell’art. 7 comma 1 lettera a) del Decreto legislativo n. 4/2012  e del Regolamento (CE) n.1967/2006 (detenzione e trasporto di esemplari di specie ittiche di taglia inferiore alla taglia minima ovvero novellame).

Il pescato sequestrato, giudicato non idoneo al consumo umano dai veterinari dell’Azienda Sanitaria Provinciale intervenuti sul posto a richiesta della Guardia costiera, è stato quindi avviato alla distruzione.

Il sequestro si aggiunge agli oltre 130 chili di novellame già intercettati nel corso del mese di marzo durante la precedente operazione denominata “Rostrum”. Il controllo alla filiera della pesca, riporta la Guardia Costiera, prosegue quindi con tolleranza zero verso coloro che di fatto effettuano attività illecite in mare quali la pesca del novellame e quella a strascico sottocosta.

La Guardia Costiera ricorda che l’indiscriminato sfruttamento del novellame di sarda è da tempo vietato dalla normativa comunitaria e nazionale. E’ bene sottolineare che, oltre alla pesca ed alla commercializzazione, da qualunque parte provenga, del novellame è vietata anche la mera detenzione: pertanto, anche il consumatore finale del “bianchetto” commette un reato.

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