GEAPRESS – Un prato di beccaccini, ma tutti virtuali. Il loro canto, infatti, proveniva dai richiami in funzione in località “via Frascale” nel Comune di Capua (CE). Un lungo appostamento, quello del Corpo Forestale dello Stato, Comando Stazione di Caserta, iniziato già alcuni giorni prima dell’intervento. Infine la denuncia del presunto uccellatore di Capua.

E’ stato individuato mentre si accingeva a controllare le reti di un impianto che si presentava  subito di ragguardevoli dimensioni. Dieci reti e due richiami acustici elettromagnetici. La struttura era divisa in due sequenze separate fra loro. La prima di sei reti ognuna della lunghezza di circa 20 metri. La seconda di quattro reti fisse ognuna di eguale lunghezza delle prime. L’altezza delle reti era di circa due metri e mezzo, ed ognuna delle due sequenze (tesa) era servita da un richiamo sistemato all’interno di un secchio.

In tal maniera, gli uccelli selvatici, attratti dall’ingannevole richiamo, finivano nelle reti. Le indagini sono ora volte ad accertare se la struttura potesse essere in uso ad altre persone. Ad essere sequestrate sono state, oltre le reti ed i richiami, anche due batterie di ricambio ed un caricabatteria. Questi ultimi sono stati rinvenuti nelle vicinanze.

Secondo la Forestale, la pratica dell’uccellagione alimenta un vasto e remunerato mercato illegale di uccelli di cattura.

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