avvelenamento capua
GEAPRESS – I due cuccioli li hanno fatti fuori tra settembre ed ottobre. Investiti, si era detto, ma ora qualche dubbio serpeggia tra gli animalisti di Capua (CE). Non è possibile che tante storie di maltrattamento, pur tenendo conto della giusta amplificazione fornita dal  “grido” di allarme degli animalisti, avvengono in quei luoghi. Problemi di randagismo ed intolleranze inaccettabili, ma di certo non meno di tanti altri luoghi specie del sud Italia. E’ qui che la gestione del cane di strada non trova ancora una soluzione. Abbandoni ripetuti e mancato controllo delle microchippature.

La madre di quei due cuccioli sta ora lottando contro la morte. I volontari si sono recati nei pressi del cimitero per raccogliere il corpicino tremante. Un prodotto a base di formaldeide, probabilmente un lumachicida. Proprio mentre stiamo scrivendo si sta cercando disperatamente di salvare la povera cagnolina.

Il veleno, infatti, era già stato metabolizzato e chi ha  avuto a che fare con dei casi analoghi, sa molto bene che le prime 24 ore sono cruciali. In altri termini, questa notte sarà decisiva.

Una lucida follia quella andata in scena nei pressi del cimitero, visto che l’avvelenamento della cagnolina è stato molto mirato. Non un cane a caso ma quello più vivace, tra i più presenti in quel tratto di territorio. Sembrerà scontato, riferiscono gli animalisti di Capua, ma preparare il veleno per uno specifico soggetto è un vero e proprio salto di qualità nella scala dell’orrore. Di una persona di questo genere, c’è ancor di più da preoccuparsi.

Un’amara realtà, oltre che la beffa. “I due cuccioli della cagnetta – riferisce a GeaPress Marco Cocco, volontario di Capua – avevano già trovato un’adozione. In tempi diversi, ma c’era chi aveva trovato loro casa. Mancava però il posto di stallo  – spiega il volontario – ed entrambi sono morti poco prima che venissero prelevati per essere affidati“.

E’ proprio questo quello che chiedono gli animalisti di Capua. Un luogo di accoglienza, valido quantomeno per le prime terapie e che costituisca un punto ove organizzare gli interventi contro il randagismo, favorendo l’aggregazione dei volontari e la partecipazione alle proposte da far pervenire all’amministrazione cittadina.

A Capua, negli ultimi mesi, sono successi episodi tremendi. Dal gattino impiccato nella scuola, al cane con la testa mozzata in strada. Tutte cose denunciate e che sembrano non trovare mai fine nei racconti dei volontari. “Siamo in pochi – aggiunge Marco Cocco – ma credo di poter dire che se a Capua gli episodi di tal genere non sono ancor di più, il merito è soprattutto dei volontari. Una risposta sarebbe quantomeno dovuta“.

Intanto l’attenzione è tutta puntata sulla povera cagnolina. Purtroppo non sta rispondendo all’antidoto e le speranze di poterla salvare, sono veramente legate ad un filo.

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