mappa capua
GEAPRESS – Un fenomeno che, ad avviso degli animalisti locali, presenta dimensioni preoccupanti. Cani e gatti finiti sotto le ruote dove il limite di velocità  poteva impedirlo. Già nei giorni scorsi gli animalisti di Capua avevano tapezzato di fiori i luoghi dell’impatti. “Almeno quelli conosciuti“, avevano riferito a GeaPress. Poi il censimento: dall’inizio del 2013 ben 57 gli animali morti. quarantatre gatti, dodici cani e due volpi. Sono ora evidenziati nella mappa che Marco Cocco, volontario animalista, ha ricostruito con pasienza certosina.

Ho presentato una denuncia al Sindaco – riferisce Marco Cocco – con  i dati registrati fino a settembre 2013. Riguardano gli animali morti investiti soprattutto nel centro abitato dove i limiti massimi di velocità sono tra i 10 e i 50“. Inutile aggiungere altro al successivo commento: “chiaramente questi limiti non vengono rispettati“.

Poveri corpi di animali martoriati, ai quali nessuno pensa. Nella stragrande maggioranza non vengono raccolti e chi in genere provvede è solo una persona impietosita dallo sfacelo che ne consegue. L’ultimo caso è avvenuto poche ore addietro. Una cagnolina, presa in pieno centro abitato.

Da qualche giorno è partita pure una campagna di sensibilizzazione, mentre a breve saranno disponibili dei volantini che verranno distribuiti per strada. C’è anche un video, per ora diffuso su You Tube.

La mappa riporta impietosamente i punti degli impatti. Sono quelli che gli animalisti hanno individuato, ma nessuno può dire con certezza quanti animali hanno in realtà hanno lasciato la vita in strada. Ad ogni puntino sulla mappa, corrisponde una fotografia. “Vorrei precisare – aggiunge Marco Cocco – che non siamo sadici. Per un volontario non è bello doversi fermare e spostare un animaletto investito e martoriato. Questa attività è una sorta di denuncia che serve anche a dare una identità, dignità e giustizia al cane, al gatto o a qualsiasi altro animale investito“.

I  corpicini vengono segnalati per la rimozione, ma il giudizio complessivo è pessimo. In città, peraltro, non c’è una struttura per accogliere i randagi ne tantomeno esistono convenzioni con strutture di altri centri della provincia. Se il fenomeno del randagismo è limitato è solo grazie ai volontari i quali, di tasca propria, si occupano delle sterilizzazioni e seguono gli animali sul territorio sfamandoli, curandoli e rispettando sempre l’ambiente

Con questa campagna – conclude Marco Cocco – vogliamo sensibilizzare le persone ed in modo particolare gli automobilisti che nei centri urbani non rispettano i limiti di velocità mettendo a rischio la vita di animali umani e non

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