randagismo allo sbando
GEAPRESS – Allarme randagismo a Canosa di Puglia (BAT). A lanciare l’allarme è la Lega Nazionale per la Difesa del Cane che sottolinea come il lavoro del canile sanitario, giudicato ottimo dagli animalisti, è orami bloccato. Un lavoro che negli ultimi tre anni veniva gestito da Comune e Asl con l’apporto essenziale dei volontari della locale sezione della Lega Difesa del Cane. Una collaborazione siglata da un dettagliato protocollo d’intesa.

Accalappiamento, sterilizzazioni, cure e adozioni; questo, ad avviso della Lega Difesa del Cane, il lavoro svolto per contrastare il problema endemico dei cani vaganti.

Da qualche mese, però, si è bloccato tutto. Secondo Sabina Di Giacomo, presidente della sezione di Canosa la cosiddetta Check List, una sorta di censimento/ispezione dei canili siti nel territorio pugliese, varata dalla Regione Puglia, ha dichiarato non idonea la struttura. Questo non perché all’interno della stessa fossero disattesi i principi , sanciti dalle leggi vigenti, in tema di diritti e benessere degli animali, ma bensì a causa di inadeguatezze di carattere strutturale. Ovvero è successo quello che le Lega del Cane aveva paventato quando è stato dato il via alla Check List.

L’iniziativa, negli auspici degli animalisti, avrebbe dovuto colpire i cosiddetti canili lager. Purtroppo e con rammarico, afferma pra la Lega Difesa del Cane,  abbiamo dovuto prendere atto che non è certo il buon senso quello che ha prevalso a Canosa.

Chiuso il Sanitario – spiega la Di Giacomo-  non c’è più un posto per effettuare le sterilizzazioni e la degenza postoperatoria e nemmeno un luogo dove ospitare le cucciolate, spesso frutto di una mentalità arretrata contraria a mettere maschi e femmine in condizione di non procreare. Per ovviare a questo totale black out, che riguarda anche le colonie feline, il veterinario Asl tre pomeriggi la settimana opera in un ambulatorio privato. Ma non basta a risolvere i problemi. La degenza, anche per gli animali incidentati, non essendo più agibili i box dove i volontari prestavano assistenza sanitaria anche h24, è a casa dei volontari o presso persone di buona volontà che mettono a disposizione degli spazi. Ormai, praticamente, non passa giorno senza che vengano segnalate mamme con cuccioli appena partoriti. Siamo al collasso. E pensare che da quando era stato stilato il protocollo fra Comune e Lega del Cane, che prevedeva anche la preparazione a nostra cura di un album fotografico aggiornato e con scheda dell’esemplare per incentivare le adozioni, si era arrivati a trovare famiglia a una media oscillante fra i 250/300 cani all’anno. Ora invece è un’emergenza via l’altra alla quale senza un sanitario di riferimento è impossibile far fronte”.

Insomma a Canosa si sta vivendo una situazione disperata che mette a serio rischio anche la civile convivenza uomo – animale. Una situazione, conclude la Lega Difesa del Cane, per la quale non si intravede via di uscita se non quella di appellarsi al Comune affinché porti urgentemente a termine il risanamento del canile sanitario già esistente.

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