Il 25 agosto del 2009, i NAS sottoposero a sequestro amministrativo il canile municipale. La struttura (ex mattatoio) non aveva le autorizzazioni previste dalla leggi, non era conforme alla normativa ed alle disposizioni di polizia veterianaria e non era idonea a contenere i 226 cani ospitati, al massimo ne poteva contenere 100. Insomma era un non-luogo dove scaricare i cani,  per sottrali alla vista dei cittadini.
Il Capo Servizio Agricoltura di Lucera, Francesco Pellegrino, si affrettava a “chiarire” che si trattava solo di “sovraffollamento”! Puntualizzava che il sequestro amministrativo era solo cautelare. Ma può essere di genere diverso?

Chissà se nella voce ‘sovraffollamento’ si possono  ascrivere anche l’impossibilità di spostare i cani durante le pulizie, o l’irregolare  pendenza dei recinti al coperto, o l’assenza   dell’autorizzazione sanitaria per l’utilizzo della struttura come rifugio ed ancora la mancata apposizione dei microchips (obbligatori), o le sterilizzazioni mai fatte, o il fatto che maschi e femmine feritili condividessero recinti e… prole.

In un comunicato stampa del 27 agosto 2009, che si può ancora leggere integralmente sul sito del Comune, lo stesso Capo Servizio  comunicava che il Comune di Lucera era impeganto attivamente nella lotta al randagismo. Sarà!
Che il sovraffolamento era dovuto ai massicci abbandoni.

Qualche ritocco alla struttura è stato dato: alcuni recinti all’aperto, un ambulatorio veterinario per piccoli interventi, il rifacimento dell’impianto elettrico, l’installazione di tre telecamere esterne.

Ora l’amministrazione comunale, tramite i Capo servizio, fa sapere che l’Associazione di volontariato Empatia, che gestisce il canile, ha relazionato al NAS sugli adempimenti di loro competenza. Gli  adempimenti derivanti dalla convenzione col Comume di Lucera sono la custodia e l’alimentazione dei randagi e lo smaltimento delle deiezioni e degli animali morti.
Mala tempora currunt … o meglio tempi biblici!