foche
GEAPRESS – Era iniziato con buoni auspici, tutti in favore dei cuccioli di foca. Domenica scorsa, giorno di inizio della caccia,  una sola barca  era infatti uscita in  mare. Nel giorno di apertura  (la quota annuale è fissata in 400.000 animali) sembrava promettere bene.

Secondo le autorità governative il calo dell’attività di caccia sarebbe  dovuto alle avverse condizioni meteo che ormai da mesi interessano in maniera evidente sia il Canada che gli Stati Uniti nord orientali. Niente barche, niente cacciatori e dunque cuccioli di foca salvi nel mare ancora ghiacciato. Si ricorderà, infatti, che un fattore di rischio aggiunto per la sopravvivenza delle foche, è rappresentato dal precoce disgelo delle passate stagioni con conseguente morte per annegamento dei cuccioli di foca.

Ad ogni modo per gli ambientalisti, l’evidente calo era dovuto al divieto di importazione dei derivati di foca ormai vigente in più paesi del mondo tra cui quelli della UE.

Per PETA, però, è meglio essere prudenti. La stagione di caccia sta per entrare nel periodo più intenso e solo nelle prossime settimane si potrà vedere quando decisa sarà l’auspicata diminuizione. Intanto, sui ghiacci, sono tornati i cacciatori di cosiddetta tradizione, armati di potenti natanti e ferri uncinati.

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