cardellino incamiciato
GEAPRESS – Stretti da una cordicella al petto. E’ questa la fine che fanno ogni anno in Italia, migliaia di cardellini ed altri fringillidi, catturati per attirare, con la loro sofferenza, altri volatili nella rete.

Gli ultimi sono stati scoperti dalle Guardie volontarie dell’ENPA di Salerno a Brancigliano  (vedi articolo GeaPress). Cardellini e verzellini, legati ad una cordicella stretta sotto le ali ed al petto. Animali che mai potranno abituarsi alla cattività, verranno così utilizzati come zimbelli per la cattura di altri volatili.

Disposti al centro della trappola, in genere costituita da un sistema di reti a scatto, i poveri uccellini verranno al momento opportuno strattonati. In tal maniera mostrano il colore del sotto ala. E’ questo, oltre ad alcuni particolari versi,  l’irresistibile attrattiva per gli uccelli selvatici appartenenti alla stessa specie. Quando si saranno posati in prossimità della rete, l’uccellatore provvede allo scatto catturando i poveri volatili.

Molti di loro, vittime dello stress subito, morirano sul posto. Gli altri finiranno in piccole gabbie. Il loro destino è la vendita illegale, oppure la riproduzione in cattività. Fatto, quest’ultimo, anch’esso vietato dalla legge. In alcuni casi i cardellini vengono fatti incrociare con il canarino. Gli ibridi hanno un discreto valore nel mercato illegale, specie se selezionati per variazioni di piumaggio o di canto.

Una sequenza di illegalità che non sembra conoscere fine anche alla luce delle mere banalità con la quale la legge venatoria punisce questi illeciti.  Reati tutti di natura contravvenzionale e per quasto blandamente puniti.

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