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GEAPRESS – Quando era stato arrestato, accusato di traffico di orsa di elenfante, aveva tenuto un atteggiamento improbabile per la condanna che sarebbe derivata. Abito di lusso con riflessi argentei e lo sguardo un po’ imperioso.

Di ieri la notizia che una Tribunale del Camerun lo ha condannato a tre anni di carcere.

A darne notizia è l’ONG LAGA (Last Great Ape Organization), molto attiva nel Camerun contro i traffici di fauna selvatica. Ossa di elefanti, di gorilla e scimpanzè, ma anche cuccioli, sono state più volte posti sotto sequestro grazie dell’attività della ONG.

Per Ofir Drori, uno dei massimi esperti nella denuncia e repressione di questi commerci, indossare ambiti argentei non deve evidentemente portare molta fortuna.

Già nel passato altri due trafficanti erano stati condannati rispettivamente al pagamento di 200.000 dollari e ad un anno e mezzo di carcere.

Purtroppo, nei paesi centro occidentali africani, il traffico di ossa di animali superprotetti rappresenta ancora una notevole fonte di guadagno. I collezionisti, però, sono spesso ricchi clienti europei o americani.

Il traffico di ossa, assieme al quello del bushmeat (ovvero fauna selvatica cacciata per scopi alimentari) continua a rappresentare uno dei fattori di grave compromissione del patrimonio faunistico di questi paesi ed un attacco alla salvaguardia della biodiversità mondiale.

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