Kalašnikov e zanne avorio
GEAPRESS – Venticinque sospetti bracconieri arrestati e 45 armi sequestrate. Questo il risultato dell’attività antibracconaggio svolta dalle  autorità del Camerun.

Trentanove guardie forestali, sostenute da venticinque soldati del battaglione di rapido intervento, ha così portato a termine l’operazione antibracconaggio durata dieci giorni.

Tra i sospetti bracconieri anche due individui trovati in possesso di due fucili mitragliatori di tipo Kalašnikov. A finire sotto sequestro anche carne di elefante e due zanne, oltre che parti di gorilla e scimpanzè. Due dei bracconieri sono rimasti feriti negli scontri a fuoco con i militari. Avevano reagito sparando colpi di arma da fuoco ed a colpi di machete.

I bracconieri sono stati trovati in possesso di  337 munizioni, 10 motoseghe e più di 3000 lacci in metallo, probabili trappole da disseminare nelle foreste del nord est del paese.

Secondo il WWF, l’operazione avviene in un contesto molto pericoloso quale quello del  conflitto in corso nella  vicina Repubblica Centrafricana. Gli ambientalisti temono ora un aumento della circolazione di armi da guerra nel sud-est del Camerun mettendo gli elefanti, oltre che le persone, in serio rischio.

Sempre secondo il WWF, non vi sono stime certe sugli elefanti che ancora vivono nel nord est, ma di certo il bracconaggio ha iniziato ad  aumentare in maniera drammatica a partire dal 2008.  Lo studio più attendibile, riferisce di un crollo del 62% nelle popolazioni selvatiche di elefante.

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