consumo suolo
GEAPRESS – “La montagna partorisce un topolino, e forse nuovo cemento. Ora grande attenzione a ciò che farà il Senato”. Lo dichiara la Lipu a proposito dell’approvazione alla Camera dei deputati del disegno di legge contro il consumo del suolo, che ora passa a Palazzo Madama.

“Il testo della Camera ci lascia perplessi – ha affermato Fulvio Mamone Capria, presidente Lipu-BirdLife Italia – Poteva e doveva essere migliore, dopo decenni di attesa e anni di discussione in Parlamento e a fronte dell’estrema gravità del problema della perdita di suolo agricolo e naturale. I lavori parlamentari – prosegue il presidente Lipu – avrebbero dovuto migliorare il testo originario, che pure aveva buone intenzioni e norme positive. E’ invece accaduto l’esatto contrario: un indebolimento costante, con deroghe e concessioni, che hanno ridotto fortemente la portata della legge e hanno anche visto la ciliegina finale della norma che fa salvi i piani urbanistici attuativi, che hanno anche solo presentato istanza prima della vigenza della legge”.

“Ora la legge va al Senato. La speranza è che – continua Mamone Capria – i Senatori eliminino le parti cattive e rafforzino le parti buone del testo, come quelle che prevedono il registro delle aree e degli edifici dismessi e l’impossibilità di utilizzare gli oneri di urbanizzazione per la spesa corrente, che è stata una tra le spinte all’urbanizzazione selvaggia. Tuttavia, vista la piega presa dal testo alla Camera, via via più lontano dal senso originario, il timore è che a Palazzo Madama la legge possa subire la seconda dose di normalizzazione, con emendamenti che, dietro la ragionevolezza del dare tempo al tempo, nascondano nuovo consumo e nuovo cemento”.

“Il rischio che la montagna partorisca un topolino – conclude il presidente della Lipu – o non partorisca affatto o addirittura sia il terreno per nuovo cemento, è molto alto. Per questo invitiamo le associazioni, i comitati, la politica e i portatori di interesse responsabili a riflettere sulla necessità di chiedere con voce più decisa che l’Italia abbia finalmente la forza, dopo decenni di attesa, di fare la legge giusta e, in un certo senso, salvare se stessa”.
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