Oggi presso il Tribunale di Gela si e’ celebrata l’ultima udienza del processo a carico di due cacciatori catanesi (M. L. e Q. S., entrambi di Acicatena) che nel settembre 2009 vennero sorpresi dalle Guardie Giurate del WWF, in servizio congiunto con i militari del locale Reparto Territoriale dei Carabinieri, a cacciare in un territorio compreso nella ZPS (Zona di Protezione Speciale) della piana di Gela, individuata dalle normative europee come area di rilevante importanza per la tutela dell’avifauna migratoria ai sensi della Direttiva n. 79/409/CEE ”Uccelli” e della Direttiva 92/43/CEE ”Habitat”.

I due, armati di fucili semiautomatici ed accompagnati da cani da caccia, vennero fermati dagli Agenti del WWF in contrada Camera nel corso di un’apposita attività di controllo per contrastare forme illecite di caccia, in considerazione del rilevante interesse naturalistico-ambientale della ZPS della Piana di Gela e della sua importanza per lo svernamento, la nidificazione e la sosta di diverse specie della fauna, migratoria e stanziale.

Poiché in tutti i siti ”Natura 2000” (la rete ecologica europea costituita da aree destinate alla conservazione della biodiversità) della Provincia nissena è vietata la caccia, ai due cacciatori venne immediatamente contestato il reato di bracconaggio ai danni del patrimonio faunistico, qualificato dalla legge come bene indisponibile dello Stato; i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di Gela, quindi, provvedevano al sequestri delle armi e delle munizioni.

Adesso il processo penale dovrà stabilire se i due imputati dovranno rispondere dei reati loro contestati (anche se l’area non è tabellata, ma sussiste l’obbligo da parte del cacciatore di conoscere le zone interdette all’attività venatoria e pubblicate sul Calendario venatorio e sulla Gurs) ovvero se, come sostiene la difesa, non possono essere ritenuti responsabili.

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