guardia costiera
GEAPRESS – E’ terminata nella giornata di ieri, l’operazione complessa denominata “Labyrinth” che ha visto impegnata la Guardia Costiera di Cagliari in un capillare controllo sulla filiera della pesca.

Le operazioni si sono svolte su tutta la zona di giurisdizione della Direzione Marittima di Cagliari ed in concomitanza sull’intero territorio nazionale secondo le direttive impartite dal Comando Generale di Roma.

L’attività, iniziata alla fine del mese di novembre e protrattasi durante il periodo natalizio, ha avuto come obiettivi la tutela del consumatore, il rispetto delle vigenti disposizioni nazionali ed internazionali sul commercio ittico, nonchè di quelle poste a tutela degli stock e dell’ecosistema.

I controlli, operati sia a terra che a mare, hanno interessato  punti di sbarco, depositi, impianti di spedizione, mercati, esercizi commerciali e ristoratori oltre che le acque antistanti l’isola con il controllo delle unità da pesca, dei luoghi di pesca consentiti e delle aree marine protette.

Particolare attenzione è stata posta alle verifiche sulla tracciabilità del pescato, dal mare dino alla commercializzazione del riccio di mare. Imponente viene giudicato dalla stessa Guardia Costiera il dispositivo di uomini e mezzi messi in campo e facenti capo a tutti gli Uffici Marittimi ricadenti nella Direzione Marittima (Bosa, Oristano, Sant’Antioco, Carloforte, Portoscuso, Arbatax e Cagliari).

In totale i controlli effettuati sono stati 211, mentre 36 sono le  sanzioni comminate, pari a circa 110.000 euro. Cinque i quintali di pescato sequestrato oltre a 11.650 ricci di mare.

Sotto sequestro, inoltre, un motore fuoribordo per inadempienze assicurative.

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