civetta
GEAPRESS – Topi ed insetti. Sono questi gli animali non graditi che finiscono uccisi nella colla.

Ad avviso dell’ENPA di Savona si tratterebbe di un metodo barbaro e crudele. Animali trappolati e che vengono poi “buttati via”, morendo lentamente ed atrocemente di fame e sete. Trappole, comunque, di libera vendita, malgrado la Protezione Animali ne chieda da tempo il divieto. La colla, spiegano gli animalisti, non uccide solo l’animale bersaglio ma innocui gechi, pipistrelli, farfalle, uccelli e qualsiasi essere vivente che abbia la sventura di venirne a contatto.

In un orto di Cadibona (SV) è finita trappolata una Civetta. Attirata forse da un topolino incollato, il piccolo rapace notturno si trascinava da giorni senza poter volare o mangiare. La parte inferiore del corpo era incollata dalla micidiale miscela di polibutilene e poliisobutilene.

Affamata, disidratata e sofferente, è stata salvata dalle cure dei volontari ma ci vorranno lunghe spugnature con solventi per liberarla; purtroppo molte penne e piume sono irrimediabilmente rovinate e, poiché la muta annuale è già finita, questo esemplare dovrà rimanere quasi un anno in voliera per attendere la formazione delle nuove penne, condizione indispensabile per poterlo rimettere in libertà.

L’ENPA rilancia quindi i suoi appelli, ai Comuni perché vietino la vendita della colla per topi, alle drogherie perché non la vendano, ai cittadini perché non la acquistino e non la usino; esistono infatti metodi incruenti ed efficaci per tenere lontani i topi dai luoghi abitati, senza dover  condannare loro ed altri animali ad una morte atroce.

Alcuni anni addietrole Guardie Zoofile dell’ENPA denunciarono alla Magistratura un savonese che l’aveva spalmata sul terrazzo, con il risultato che vi rimase appesa fino alla morte una tortora.

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