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GEAPRESS – Il WWF Italia plaude alla nuova iniziativa della Commissione  europea che ha  avviato un’ennesima  procedura di infrazione nei confronti dell’Italia in materia di attività venatoria, questa volta per la cattura di uccelli selvatici  a fini di richiamo per la caccia. Con la procedura numero 2006/2014  la  Commissione europea ha infatti messo in mora l’Italia perché contravviene alle regole  europee sulla  tutela della fauna selvatica, consentendo metodi di  cattura ed utilizzo degli uccelli selvatici come richiami vivi non conformi  agli obblighi della “Direttiva Uccelli”.

In particolare  nel nostro Paese, a causa di questa pratica barbara e crudele vengono catturati ogni anno migliaia di piccoli  uccelli migratori, applicando metodi  di cattura non selettivi, in assenza di informazioni sul numero di richiami detenuti dai cacciatori, in una condizione di grave  carenza  dei controlli.

La Commissione europea ritiene che vi siano numerose alternative alla cattura di uccelli a fini di richiamo e considera che la caccia possa avvenire senza l’utilizzo dei richiami. “E’ un segnale  chiaro ed inequivocabile da parte dell’Europa al nostro Paese – commenta il vicepresidente del WWF Italia Raniero Maggini –   che deve subito vietare l‘utilizzo di animali  come richiami da caccia per bloccare le sofferenze e l’utilizzo innaturale  di migliaia  di piccoli uccelli migratori, oltre che per evitare  una nuova condanna da parte della  Corte europea, cui  è legato il rischio di pagare salatissime multe“. E’ una  prima occasione per il  Governo  Italiano appena insediato per dare subito a Bruxelles  un  segnale di voler rispettare rigorosamente   le leggi europee sulla tutela  dell’ambiente  e degli animali. Già l’art. 13 del Disegno di “Legge europea”, attualmente  in discussione  alla Camera, prevede un adeguamento della Legge 157/92 (la legge italiana sulla  caccia e tutela della fauna). Ma il WWF chiede  che, una  volta tanto,  l’Italia sia all’avanguardia nella tutela degli animali e della natura e vieti del tutto l’utilizzo degli uccelli a fini di richiamo da caccia.

Il plauso del WWF fa seguito a quello già espresso dalla LIPU e dall’Eurodeputato Andrea Zanoni che al Parlamento europeo aveva direttamente seguito questa battaglia (vedi articolo GeaPress )

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