cacciatore
GEAPRESS – Il caso più grave, per come si è svolta la dinamica dei fatti, è avvenuto in provincia di Grosseto, proprio nel giorno di preapertura della stagione venatoria. Una donna, mentre transitava con la propria autovettura a Pian di Barca, nei pressi del fiume Ombrone, è stata raggiunta da un pallino di piombo. Lo sparo, a quanto pare, è stato esploso da un capanno di caccia.

Ferita non grave, ma che è divenuta oggetto di denuncia.

Più particolare quanto successo in provincia di Catania, nei pressi di Licodia Eubea. Nel corso di una battura di caccia un uomo è stato raggiounto dalla rosa di pallini. Traposportato in ospedale a Caltagirone, è stato giudicato guaribile in venti giorni. Del caso se ne occuperanno i Carabinieri, il cui Comando Provinciale di Catania, proprio in occasione dell’apertura della stagione venatoria, ha posto in essere controlli sia amministrativi (porto d’armi e licenze) che di prevenzione in merito al furt0 di armi e degli incendi atti a scovare la fauna selvatica.

Proprio nel corso di uno di questi controlli i Carabinieri di Bronte (CT) hanno posto in stato di arresto un uomo accusato di porto abusivo di armi da caccia con matricola abrasa. I fatti sono scaturiti a seguito del controllo a tre cacciatori. Secondo i Carabinieri, infatti, avevano nascosto un fucile tra la vegetazione, ritrovato poi con un corredo di 39 cartucce e con la matricola abrasa. Nel corso della perquisizione domiciliare è stato inoltre trovato un fucile non detenibile perchè intestato ad un parente morto ventuno anni addietro.

Gli altri due cacciatori sono stati accusati di favoreggiamento, mentre l’uomo è agli arresti domiciliari.

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