GEAPRESS – Senza parere dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale) non si va da nessuna parte. Questo, in sintesi, l’oggetto della Sentenza del TAR Marche, sezione I, che il 21 febbraio scorso ha dato ragione al ricorso contro i piani di prelievo di daini e caprioli attuati dalla provincia di Pesaro e Urbino e di quella di Marcerata. Un iter piuttosto articolato, quello innescato dal TAR e che aveva comportato, da parte della Regione Marche, la presentazione di una  documentazione che non è però  risultata idonea ad evitare il rigetto dei piani di prelievo. In breve, una delle due province aveva utilizzato un parere ISPRA relativo ad una stagione di caccia antecedente. L’altra, invece, ne era sprovvista.

Figuriamoci, a leggere il comunicato delle associazioni diffuso pochi giorni addietro, cosa si prospetta in Liguria. Una regione divenuta più volte oggetto di ricorsi, anche  in merito ai pareri dell’ISPRA. Secondo gli ambientalisti la proposta di delibera regionale per il calendario venatorio 2012-2013 elude  sfacciatamente tutti i pareri scientifici resi negli scorsi anni dall’ISPRA. Questo per quanto riguarda i periodi di caccia, il numero di giornate per l’esercizio venatorio ed i limiti massimi di animali abbattibili giornalmente.

Tra le ipotesi più duramente criticate dagli ambientalisti, quella di voler andare a caccia, per alcune specie, fino al 10 febbraio.

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