manifetsazione anticaccia
GEAPRESS – Un po’ come il famoso romanzo della Sicilia post borbonica e la frase del “tutto cambia affinchè nulla cambi”. In questo caso, però, siamo nel Piemonte del 2014 e, secondo un nutrito cartello di associazioni, ci sarebbe un treno che cambia manovratore ma non percorso. Il “treno” è del calendario venatorio 2014/15 che, a detta del Club Alpino Italiano, LAC, LIPU, Pro Natura, E.B.N. Italia ed Sos Gaia, approvato dall’ex Giunta di centro destra, sarebbe ora stato “adottato” dalla nuova Giunta di centro sinistra.

Per le associzioni non sarebbe infatti stata accolta nessuna delle istanze avanzate dai protezionisti e già  e presentate all’Assessore Ferrero.

Le specie cacciabili, in particolare, restano le stesse dello scorso anno e non viene garantita la protezione nemmeno per quelle che sarebbero in forte declino numerico. Lo stesso Piano Faunistico Venatorio Regionale, aggiungono le associazioni,  approvato dalla Giunta nel 2009, ma non ancora applicato, segnalava la criticità della consistenza numerica di beccaccino (Gallinago gallinago), cesena (Turdus pilaris), pernice rossa (Alectoris rufa), starna (Perdix perdix), quaglia (Coturnix coturnix) e delle specie della piccola fauna alpina: fagiano di monte (Tetrao tetrix), pernice bianca (Lagopus mutus), coturnice (Alectoris graeca), lepre variabile (Lepus timidus).

Rimane cacciabile l’allodola (Alauda arvensis), uccelletto di pochi grammi utilissimo all’agricoltura in quanto insettivoro ed ormai quasi estinto nella nostra Regione.

Inoltre, non si sarebbe tenuto conto dell’anomalo andamento climatico della stagione: le basse temperature e soprattutto le frequenti precipitazioni hanno senza dubbio ostacolato in maniera significativa la riproduzione di numerose specie, soprattutto di quelle che vivono in ambienti più ostili. Una ovvia logica di precauzione avrebbe imposto il blocco del prelievo venatorio di tali specie, al fine di consentire loro una adeguata ripresa numerica.

Mercoledì 3 settembre 2014 la preapertura alla tortora (Streptopeia turtur), specie anch’essa in declin. Un atto che, per gli ambientalisti, condannerà a morte i pochi esemplari in migrazione sul Piemonte. Proprio per questo volatile, rispetto allo scorso anno, il carniere annuale per ogni cacciatore è stato addirittura incrementato: da 20 esemplari a 25.

La caccia – riporta il comunicato delle associazioni – di fatto è già aperta, dal momento che per tutta l’estate si è assistito agli abbattimenti degli ungulati (camosci, cervi, caprioli, mufloni, cinghiali), anche in agosto e con la copertura forestale, utilizzando armi a lunghissima gittata e creando così situazioni di oggettivo pericolo per i frequentatori di montagne e boschi”.

Domenica 28 settembre 2014 assisteremo, come negli anni passati, non all’apertura generale della stagione venatoria, bensì al suo generale prosieguo“.

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