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GEAPRESS – Intervento della Polizia Provinciale di Frosinone e di quella di Cosenza per la tutela della fauna selvatica ed il controllo dell’attività venatoria.

Ieri, ovvero nell’ultimo giorno di caccia al cinghiale, alcune pattuglie della Polizia Provinciale di Frosinone agli ordini del Comandante Massimo Belli in sinergia con il personale del Corpo Forestale dello Stato del Comando di Frosinone coordinato dal Comandante Capo Daniela De Guz, hanno perlustrato   la zone delle Gole del Melfa, in corrispondenza della strada panoramica “Tracciolino”, tra Roccasecco e Casalvieri. Si tratta di aree interdette all’attività venatoria a causa degli incendi.

Secondo quanto comunicato dalla Polizia Provinciale, vi sarebbero stati diversi  cacciatori scoperti all’opera proprio nelle zone vietate. Alcuni di questi usavano armi non conformi che sono state per questo sequestrate. Secondo il Comandante Belli “alcuni bracconieri approfittano proprio dei periodi vietati, credendo che i controlli si allentino. Noi non abbasseremo la guardia e continueremo a compiere operazioni di controllo in tutte le zone sensibili”.

In provincia di Cosenza, invece, nei primi giorni dell’anno tre diversi interventi della Polizia Provinciale in difesa delle popolazioni di uccelli  rapaci.

Il primo caso ha riguardato il ritrovamento di un giovane e raro  Lodolaio (Falco subbuteo), ferito probabilmente da una fucilata nei boschi della Sila adiacenti al Lago Ampollino. Il recupero è avvenuto congiuntamente al Corpo Forestale dello Stato. Qualche giorno più tardi la stessa pattuglia, durante un servizio di prevenzione e repressione del bracconaggio, ha rinvenuto un esemplare adulto femmina di Gheppio (Falco tinnunculus), ferito presumibilmente per cause accidentali. Il ritrovamento è avvenuto lungo la strada statale 107, Silana-Crotonese. Più o meno nelle stesse ore una terza operazione nel quartiere Olivaro alla periferia di San Giovanni in Fiore. Un semplare adulto di femmina di Sparviere (Accipiter nisus) trovato all’interno di un magazzino. In quest’ultimo caso nessun trauma è stato riscontrato, tanto da potersi decidere per la liberazione una volta che l’animale è stato tranquillizzato. Nei primi due interventi si è invece reso necessario il ricovero presso il CRAS di Rende.

La Polizia Provinciale di Cosenza, guidata dal Comandante, dott. Colaiacovo, sottoliena a questo proposito l’attività di monitoraggio e vigilanza su quello che, secondo gli ornitologi, è il sito calabrese ove svernano il maggior numero di Nibbio Reale (Milvus milvus). Si tratta di un uccello rapace a rischio d’estinzione che conta, in Italia, un’esigua popolazione nidificante compresa tra le 293 e le 403 coppie. Negli ultimi mesi, gli Agenti hanno potuto constatare la presenza di circa 40 esemplari, in una zona alle propaggini della Sila Grande, rilevando anche due esemplari di Nibbio Bruno (Milvus migrans), specie migratoria che in Italia, in pochissimi siti e molto raramente nella stagione invernale, viene da qualche tempo avvistata.

Durante i servizi predisposti per la vigilanza ittico-venatoria, sono stati, inoltre, individuati e monitorati animali rarissimi quali, ad esempio, la Lontra, il Lupo, il Gatto Selvatico, il Picchio Nero, in diversi luoghi del territorio provinciale, dalle coste fino all’entroterra.

L’attento controllo del territorio ha permesso negli anni di realizzare un’efficiente attività di prevenzione e repressione dei reati legati all’attività ittico-venatoria, contribuendo a preservare l’inestimabile patrimonio naturalistico e faunistico della provincia di Cosenza.

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