fucile allodole
GEAPRESS – 108 animali sequestrati ed appartenenti alla fauna selvatica. Fra questi 57 uccelli di specie protetta (principalmente fringillidi e due rapaci), 35 uccelli morti appartenenti a specie per le quali è consentita la caccia ma frutto di illeciti, 14 uccelli vivi detenuti irregolarmente, un cervo e un cinghiale morti.

Sono questi i risultati conseguiti dalla Polizia Provinciale di Prato, resi noti oggi e relativi agli interventi portati a compimento  dall’inizio dell’anno in materia di caccia. Il tutto nonostante le forze esigue.

Oltre alle specie selvatiche sono stati sequestrati 27 mezzi di cattura vietati (16 trappole e 11 lacci in cordino di acciaio), 4 balestre munite di ottica e puntamento laser per l’utilizzo notturno, 2 silenziatori da applicare ai fucili da caccia, nonché 8 armi e 167 munizioni da caccia (sia a palla unica che a pallini), sequestrate a seguito di flagranza di reato.

Sedici le comunicazioni di reato trasmesse dalla Polizia provinciale alla Procura, per un totale di 35 reati ipotizzati per violazioni alle normative sulla caccia, armi e al Codice penale.

Questo solo nella provincia di Prato e relativamente a quanto operato dalla Polizia Provinciale.

Nella sola giornata di oggi sono ancora una volta numerose le segnalazione di trasgressione in materia venatoria. Dopo il cacciatore sorpreso in area protetta in provincia di Venezia (vedi articolo GeaPress) e di bracconieri all’interno del Parco Regionale “Terre delle Gravine” (TA) (vedi articolo GeaPress ), nuovi episodi sono segnalati in più parti d’Italia.

In provincia di Salerno, gli agenti del Comando Stazione Forestale di Montesano sulla Marcellana, nell’ambito di servizi finalizzati al controllo dell’attività venatoria in località “Piana di Magorno”, su segnalazione dell’E.N.P.A. (Ente Nazionale Protezione Animali) Servizio Guardie Zoofile del Nucleo Provinciale di Salerno, hanno deferito all’Autorità Giudiziaria un cacciatore del posto con l’accusa di avere abbattuto due esemplari di Pispola (Anthus pratensis). Si tratta, spiega il Corpo Forestale, di  avifauna compresa tra le specie particolarmente protette e nei cui confronti la caccia non è consentita.

Nei confronti del cacciatore, il Corpo Forestale avanzerà alla Questura la richiesta di sospensione della licenza di caccia. Lo stesso armato, al quale sono stati sequestrati fucili e animali, è stato trovato in possesso di 32 munizioni a piombo spezzato.

Sempre il Corpo Forestale dello Stato, ma a Casacalenda (CB),  individuava, nel corso di una battuta di caccia al cinghiale, un cacciatore che utilizzava munizioni spezzate, espressamente vietate dalla legge.

Tra Granano e Campremoldo, frazione del Comune di Gragnano Trebbiense, in provincia di Piacenza, due cacciatori bresciani sono stati denunciati con l’accusa di avere abbattuto allodole utilizzando richiami elettroacustici. Ad intervenire le Guardie Volontarie dei Rangers che hanno richiesto altresì la presenza della Polizia Provinciale. Individuata anche una “giostra con allodole impagliate. Si tratta di uno strumento che serve ad attirare l’avifuna selvatica. In tutto erano state abbattute una quindicina di animali.

Infine la strana storia di un cane da caccia segugio. Se ne stava spaesato nel centro di Tredozio (FC). Il povero animale aveva al collo un collare elettrico. Gli Agenti della Polizia Locale hanno identificato e denunciato il proprietario.

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