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GEAPRESS – Dopo l’annuncio dell’attività di caccia repressa dal Corpo Forestale dello Stato nel Parco d’Aspromonte (vedi articolo GeaPress ) altri due comunicati del Corpo Forestale informano del sequestro di numerosi fucili da caccia nel foggiano e di attività venatoria nel Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni (SA).

Nel primo caso ad essere state denunciate sono quattordici persone alcune delle quali trovate in possesso di 40 esemplari di avifauna abbattuta appartenente a specie protetta. Oltre al sequestro di decine di fucili e le denunce penali anche la contestazione di sanzioni amministrative pari a 5000 euro. I Forestali si sono particolarmente concentrati nelle zone del foggiano dove ad intervenire è stato anche personale del NOA (Nucleo Operativo Antibracconaggio). Le operazioni sono durate in tutto una settimana ed hanno coinvolto i forestali provenienti da varie province del sud Italia. A tiro di fucile, riferisce sempre la Forestale, avifauna migratoria.

Molteplici  i reati contestati. Si va dall’utilizzo di strumenti vietati come i richiami acustici a funzionamento elettromagnetico o fucili con alterazioni tecniche tali da conseguire una maggiore potenza di fuoco, all’abbattimento di specie protette (germani reali, fringuelli, tordi e merli) o all’esercizio della caccia in assenza di regolare licenza di porto d’armi.

Nel Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni (SA) le operazioni antibracconaggio si sono invece concentrate nelle giornate di sabato e domenica ed hanno interessato diverse aree del Parco. Le attività hanno preso origine da segnalazioni pervenute al numero verde di Emergenza Ambientale 1515 del Corpo forestale dello Stato ed hanno interessato diverse località ricadenti nei comuni  di Aquara, Trentinara e Sant’Angelo a Fasanella. Tre persone sono state così sorprese in attività di bracconaggio. Per loro il sequestro del fucile da caccia ed una carabina.

Le operazioni condotte evidenziano l’attenzione che il personale forestale riserva al fenomeno del bracconaggio nell’area del Parco e quanto sia importante il contributo fornito dai cittadini che segnalano e denunciano le illegalità e grazie ai quali si realizza una vincente collaborazione tra cittadinanza ed istituzioni.

Salgono a nove le persone denunciate dal Corpo forestale dello Stato per il reato di caccia abusiva dall’inizio dell’anno ad oggi.

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