polizia provinciale
GEAPRESS – Tra le operazioni di controllo dell’attività venatoria nella stagione di caccia 2013-2014 comunicate dalla Polizia Provinciale di Cosenza, si evidenziano in modo particolare quelle a carico di  molte persone provenienti da altre regioni, specie residenti nel nord. Sempre secondo la Polizia Provinciale vengono a praticare il cosiddetto “turismo venatorio” in maniera scorretta e, spesso purtroppo, illecita. Tra i casi addebbitati a questi cacciatori c’è l’abbattendo di innumerevoli esemplari di fauna protetta e particolarmente protetta, uso di mezzi non consentiti come, ad esempio, i richiami elettromagnetici riproducenti il canto degli uccelli.

A coadiuvare la Polizia Provinciale nel controllo del territorio, anche le Guardie Volontarie Venatorie. Coadiuvati dalla Polizia Provinciale  i volontari hanno inflitto 25 sanzioni amministrative ed hanno collaborato alla denuncia di alcuni cacciatori.
In generale, nel corso delle operazioni portate a termine dagli ufficiali e dagli agenti della Polizia Provinciale, anche innumerevoli sequestri di armi, munizioni, fauna abbattuta e mezzi di caccia illeciti, tra i quali: 19 fucili, 1244 cartucce, 70 capi di volatili abbattuti, e 24 richiami acustici elettromagnetici.

Particolare attenzione è stata dedicata, dal personale specializzato del Nucleo Ittico – Venatorio della Polizia Provinciale di Cosenza, coordinato dal Comandante, dott. Giuseppe Colaiacovo e, nello specifico, dal Responsabile della I Sez. Comando, Isp. Giuseppe Raimondi, a tutte quelle aree giudicate “sensibili”, come quelle ricadenti nei Parchi Nazionali della Sila e del Pollino, all’interno delle quali è vietato l’esercizio dell’attività venatoria ma, non di rado, sono stati commessi reati in tal senso.

In tutto 104 sanzioni, sia amministrative che penali, contestate a seguito di ben 1075 controlli in materia venatoria.

La Polizia Provinciale di Cosenza continuerà ad essere presente in maniera capillare su tutto il territorio, al fine di monitorare, prevenire e combattere gli illeciti legati all’esercizio distorto dell’attività venatoria e, in generale, contribuirà costantemente, come fatto fin dalla sua istituzione, nel 2005, a porsi, quale obiettivo primario, la tutela dell’ambiente e di tutto il patrimonio faunistico.
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