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GEAPRESS – Con il voto definitivo della Camera dei Deputati sul Collegato ambientale alla Legge di stabilità si attuano finalmente le disposizioni europee che vietano l’utilizzo di richiami vivi e l’importazione di specie alloctone a uso venatorio. E questo è un passo in avanti che riporta l’Italia nella cornice del diritto comunitario.

Ma, per un passo in avanti, se ne registrano due indietro. Lo afferma Fabrizio Cianci, Segretario EcoRadicali – Associazione Radicale Ecologista.

Il primo passo indietro è quello che semplifica le modalità per attivare la caccia in deroga su scala regionale. Questo è un tasto dolente perché, più volte, l’Unione europea ha richiamato e sanzionato l’Italia per l’eccessiva disinvoltura che molte regioni hanno concesso in tema di caccia in deroga.

Ben più grave è il secondo passo indietro che riguarda la “liberalizzazione” delle strutture di appostamento, peraltro vietate dalle direttive europee se realizzate nelle aree umide.

Con il voto di ieri, si stabilisce che capanni e altane alti fino a 30 metri, potranno essere edificati su tutto il territorio nazionale, in spregio alle disposizioni edilizie e senza dover richiedere alcuna autorizzazione ai Comuni. Una norma del tutto illegale: in aperta violazione delle norme urbanistiche (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e edilizie (D.P.R. n. 380/2001 e s.m.i.).

La Corte costituzionale, con la sentenza n. 139 del 13 giugno 2013, aveva già dichiarato l’incostituzionalità di tali procedure introdotte nella legislazione veneta della legge regionale 6 luglio 2012, n. 25 nelle parti in cui esenta gli appostamenti per la caccia (capanni, altane) dall’ottenimento dell’autorizzazione paesaggistica e dal titolo abilitativo urbanistico-edilizio.

“Di fronte a una classe politica – ha affermato Fabrizio Cianci – che, pur di tutelare i privilegi della lobby dei cacciatori e delle armi, è pronta a passare sopra alle norme di tutela del paesaggio e le stesse sentenze della Corte costituzionale, rinnoviamo l’appello a tutti i cittadini a sostenere la campagna #Scacciamoli (www.scacciamoli.it) che prevede, tra l’altro, l’abolizione della caccia in tutte le aree di pregio ambientale e paesistico”.

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