beccaccia
GEAPRESS – “Avevamo più volte avvisato le Regioni sulle infrazioni rappresentate dai calendari venatori, ma solo poche hanno avuto la correttezza, almeno parziale, di adeguarsi. Per questo, non solo si trovano adesso a subire l’inevitabile intervento del Governo, ma saranno anche oggetto di nuove denunce europee”. Lo dichiara la Lipu a commento della decisione del Governo di “commissariare” sette regioni regioni inadempienti (Toscana, Calabria, Liguria, Marche, Puglia, Lombardia e Umbria) in tema di calendari venatori, anticipando al 20 gennaio la chiusura della caccia a beccaccia, cesena e tordo bottaccio.

L’intervento del Governo italiano – dichiara Fulvio Mamone Capria, presidente Lipu – peraltro inevitabile considerato che l’Italia è sottoposta a una procedura Pilot da parte della Commissione europea, è un fatto positivo e apprezzabile, che mette un po’ al riparo almeno alcune specie, quali la beccaccia, la cesena e il tordo bottaccio, già in fase di migrazione verso il nord Europa.

Felici di aver determinato questo risultato, con le nostre azioni e denunce, chiediamo tuttavia con forza che la situazione del prelievo venatorio italiano sia affrontata con più decisione, anche alla luce delle pressanti richieste europee. E’ necessario, tra le altre cose, eliminare dalla lista delle specie cacciabili molte specie che versano in uno stato di condizione negativo e decidere finalmente la chiusura generale della caccia al 31 dicembre, con sollievo della natura e anche dei cittadini.

Per questo continueremo la nostra attività di denuncia a livello europeo, spronando il Governo italiano a fare di più e chiedendo che l’Europa prenda le opportune misure nei confronti di quelle Regioni italiane che continuano a ritenere le lobby delle doppiette  più rilevanti della tutela della natura e degli interessi comuni dei cittadini”.

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