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GEAPRESS – Caccia in piena autonomia a Trento e Bolzano. Il Governo, stante quanto riportato dell’ENPA, avrebbe “regalato” alle due province pieni poteri sulla fauna, un dono a pochi giorni dal referendum

Dunque, marmotte, stambecchi, tassi, faine, ovvero sulla pelle degli animali protetti dalla normativa statale, sembra giocarsi la partita referendaria. Questo, commenta sempre l’ENPA, suggerisce lo scandaloso provvedimento approvato ieri dal Consiglio dei Ministri, “un decreto legislativo che regala ai cacciatori di Trento e Bolzano la possibilità di ammazzare la fauna tutelata su tutto il resto del territorio nazionale”.

Secondo ghi animalisti si tratterebbe di un provvedimento palesemente incostituzionale, come testimonierebbero ripetute sentenze della Corte Costituzionale; dunque che si pone il problema della violazione della normativa quadro che sembrava da tempo accantonato dopo le polemiche delle associazioni animaliste e ambientaliste.

Ancora una volta – afferma ENPA – siamo costretti a registrare l’abissale divario che il Governo ha scavato rispetto alla sensibilità e alle richieste dell’opinione pubblica in materia di tutela degli animali. Un divorzio che appare insanabile e che non trova nessuna giustificazione se non quella legata alla ricerca del consenso politico”.

Di avviso diverso, le due Province. Con un comunicato diffuso da quella di Trento si ribadisce come l’approvazione avvenuta ieri  da parte del Consiglio dei Ministri,ripristina le prerogative delle Province autonome, consolidando le attuali forme di esercizio della caccia, anche nell’ambito dei parchi provinciali, in coerenza con il livello di sostenibilità ambientale e di equilibrio faunistico raggiunto in questi decenni. La nuova norma, informa sempre la Provincia di Trento, riconosce inoltre la competenza provinciale “a regolare temporanee variazioni dell’elenco delle specie cacciabili previste dalla normativa statale”.

Secondo il presidente della provincia di Bolzano Kompatscher, in Alto Adige l’attività venatoria è condotta in modo esemplare e tutela la fauna. Questa argomentazione, afferma la provincia autonoma, è stata riconosciuta anche dal Ministero dell’ambiente che ha  approvato l’integrazione della norma di attuazione con l’ampliamento delle prerogative provinciali. Il risultato raggiunto ieri, ha aggiunto l’assessore Schuler, assicura una maggiore certezza giuridica e va considerato un grande successo nella politica dell’autonomia, oltre che essenziale per l’esercizio venatorio.

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