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GEAPRESS – Tra le 21 persone indagate nell’ambito dell’operazione “cucciolo d’oro” della Guardia di Finanza di Trieste, che ha portato alla denuncia di 21 soggetti sospettati di traffico di cuccioli di cane dell’est europa (vedi articolo GeaPress ), figurava anche un cacciatore capannista con licenza di caccia in corso validità.

Ne da comunicazione la LAC e la Legambiente di Brescia, le cui Guardie Giurate in veste di ausiliari di P.G, hanno eseguito la settimana scorsa ulteriori accertamenti più specifici proprio in ambito venatorio. Il cacciatore della Bassa Bresciana, sarebbe così risultato in possesso di 44 uccelli da richiamo tra cui peppole, fringuelli, tordi bottaccio e sassello, cesene, merli e frosoni. Tutti gli animali si presentavano con anellini identificativi che ad avviso degli inquirenti sarebbero non conformi ovvero con dimensioni alterate, contraffatti e amovibili.

Ad essere contestato anche l’illecito amministrativo e penale in materia di contraffazione di altri pubblici sigilli o strumenti destinati a pubblica autenticazione o certificazione. L’intervento degli Agenti della Polizia Provinciale della Stazione di Desenzano del Garda provvedevano così al sequestro dell’avifauna consegnandola al C.R.A.S.  WWF di Valpredina (Bg). Su tutti gli animali è stato eseguito il controllo degli anelli presenti al tarso. Tutti e 44 sarebbero non conformi ovvero, specifica il comunicato della LAC e di Legambiente, con dimensioni alterate contraffatte e amovibili.

Per quanto riguarda le condizioni generali degli animali, c’è il sospetto di gravi carenze sulla detenzione e inadeguate cure iginico sanitarie. Questo alla luce delle lesioni che si sarebbero evidenziate a carico degli uccellini refertati.

Nel freezer, poi, anche il corpo di  una specie proibita che ha così fatto scattare lo specifico illecito penale.

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