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GEAPRESS – Intervento della Polizia Provinciale di Brescia a Capovalle in Valsabbia. Gli Agenti hanno infatti individuato una persona che aveva allestito un piccolo roccolo abusivo con una rete a tramaglio lunga 18 metri.

L’impianto è stato posto sotto sequestro assieme a 10 richiami vivi, tutti appartenenti a specie protette. Si trattava di due Pispole, un Lucherino, tre Crocieri, un Frosone, due Prispoloni e una Cinciallegra.

Proprio nei giorni scorsi un Report dell’ISPRA, l’Istituto statale che annovera tra i suoi compiti lo studio e gestione della fauna selvatica, aveva individuato nelle province di Bergamo e Brescia uno dei punti più caldi del bracconaggio italiano. Le due province venivano evidenziate nell’ambito dell’ampio comprensorio delle prealpi lombardo venete che costituiscono, sempre ad avviso dell’ISPRA, una delle sette aree dove in Italia si risente in maggior misura il problema della caccia illegale (vedi articolo GeaPress). La cattura avviene, specie nel periodo autunnale, attraverso l’impiego di archetti, trappole, reti e vischio.

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