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GEAPRESS – L’accusa contestata e quella di detenzione in condizioni incompatibili con la loro natura. Ad intervenire presso una abitazione del bresciano è stato il Nucleo Investigativo Provinciale di Polizia Ambientale e Forestale di Brescia

Secondo quanto comunicato dal Corpo Forestale a finire sotto sequestro sono stati 18 pappagalli appartenenti a varie specie.

I Forestali, una volta entrati nell’abitazione si sarebbero trovati di fronte ad uno scenario che viene descritto come caratterizzarto da pessime condizioni igienico-sanitarie, tanto da rendere necessario l’intervento di un medico veterinario dell’Azienda Sanitaria Locale di Leno (BS) e dei servizi sociali. In particolare sarebbero  stati rinvenuti escrementi e resti dell’alimentazione sia all’interno delle gabbie dove gli stessi pappagalli venivano detenuti, che in decine di sacchi di spazzatura presenti nello stesso appartamento.

A seguito di ulteriori controlli, due esemplari tutelati, un’Ara gialloblu (Ara ararauna) e un Parrocchetto Testarosa (Pyrrhura rhodocephala), sono risultati sprovvisti della documentazione prevista dalla normativa CITES (Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione).

I controlli hanno portato al sequestro dei pappagalli e al deferimento all’Autorità Giudiziaria dei due proprietari per detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura. Le persone identificate rischiano l’arresto fino ad un anno o l’ammenda da mille  a 10mila euro, oltre alle sanzioni previste per le violazioni alla Convenzione di Washington.

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