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GEAPRESS – Si è conclusa l’Operazione Pettirosso, condotta dal Corpo forestale dello Stato, tra le valli del Bresciano (Val Trompia, Val Sabbia, Val Camonica).

Una intensa attività antibracconaggio a tutela dell’avifauna  ed in modo  particolare dei passeriformi. Animali, sottolinea il Corpo Forestale,  protetti dalla normativa comunitaria e nazionale.

L’ operazione si è articolata in due turni, in ciascuno dei quali ha operato una “task force” di 24 unità del Nucleo Operativo Antibracconaggio (NOA) del Corpo forestale dello Stato.

In tutto ad essere denunciate sono state più di 70 persone. Le ipotesi di reato segnalate vanno dal furto aggravato in danno dello Stato, la caccia di specie protette attraverso l’utilizzo di mezzi non consentiti e la violazione della normativa sulle armi, tra cui l’omessa custodia ed il porto abusivo di armi.

Complessivamente sono stati sequestrati 694 esemplari di avifauna (includendo sia quelli vivi che quelli rinvenuti morti). Parte di quelli che sono stati trovati vivi, sono stati poi liberati sul posto mentre gli esemplari che non sono stati ritenuti idonei al volo, sono stati affidati al “Centro Nazionale di Recupero Fauna Selvatica Il Pettirosso” per le cure necessarie al fine della loro successiva reintroduzione in natura.

Tra gli animali vittime dei cacciatori, riferisce sempre il Corpo Forestale, un lungo elenco di specie: pettirossi, capinere, lucherini, frosoni, cince e altri ancora. Sotto stati posti sotto sequestro anche 32 fucili,  9 richiami acustici a funzionamento elettromagnetico, 67 reti,  411 trappole tipo “sepp”(tagliole in ferro con scatto a molla) e 649 archetti (micidiali trappole realizzate con ramoscelli curvati a ferro di cavallo che scattano al posarvisi dei volatili, che rimangono appesi per ore ad agonizzare con le zampe spezzate).

Di notevole rilievo il contributo offerto dalle associazioni ambientaliste tra cui il “C.A.B.S.”, “Committee Against Bird Slaughter” i cui volontari si sono attivati senza sosta per la ricerca dei mezzi di cattura illeciti agevolando il personale del N.O.A. nello svolgimento dei servizi d’istituto.

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