gabbie e fucili
GEAPRESS – Otto denunciati tra i cacciatori bresciani. Il tutto in soli due giorni di controllo, sia nella bassa bresciana che nella pedemontana.

Alle prime luci dell’alba di sabato scorso nel comune di Seniga, iniziano i controlli in un capanno da appostamento fisso. Il cacciatore risultava usare un richiamo elettroacustico (mezzo di caccia vietato dalla legge) con il canto del tordo sassello. Poco distante nel comune di Alfianello, sempre in un capanno fisso, altri tre cacciatori con altrettanti richiami elettroacustici. Uno di essi effettuava tra l’altro una forma di caccia diversa da quella autorizzata. Al controllo dei richiami vivi (ovvero uccelli detenuti come richiamo per fauna alata) ne risultavano ben sette  privi di anelli inamovibile. La legge impone tali anelli e per tale motivo gli uccellini sono stati sequestrati in via amministrativa.

Sempre nella bassa bresciana questa volta a Leno, un altro cacciatore con richiamo elettroacustico al suo seguito. In questo caso il verso riprodotto era quello della pispola, ovvero una specie protetta. Per tutti i cacciatori colti in atto di bracconaggio è scattata la denuncia per utilizzo di mezzi vietati. L’intervento della Polizia provinciale provvedeva a porre sotto sequestro le armi e gli stessi richiami illegali.

Domenica mattina  i controlli proseguivano nella zona pedemontana della Valle Sabbia. Le Guardie ANPANA e gli Agenti della Polizia Provinciale del distaccamento di Desenzano,  provvedevano al controllo congiunto un capanno da caccia  trovandovi un cacciatore intento ad abbattere specie di uccelli protetti tra cui fringuelli e codibugnoli. Come se ciò non bastasse utilizzava come richiami vivi specie non cacciabili e privi di anello inamovibile. Anche in questo caso, il cacciatore è stato denunciato, mentre per i richiami e le armi è scattato il sequestro penale.

Poco distante sempre in un capanno sono stati denunciati due giovani  per detenzione di 12 uccelli appartenenti a specie protette prive di anello inamovibile. Per uno di essi è stato anche contestato l’abbattimento di specie protette, quali verdoni e fringuelli. Sia per gli uccelli che per l’arma è scattato il sequestro penale.

Un ringraziamento è rivolto dalle Guardie ANPANA  al personale della Polizia Provinciale. Un intervento tempestivo ed opportuno.

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